05 maggio 2006

Demolizione controllata

Nel mondo dell'ingegneria si sta cominciando a diffondere la cultura della demolizione. Infatti, sempre più spesso, vista la natura dell'edificato in Italia, così come le esigenze derivanti da situazioni normative legate a condoni edilizi che talvolta prevedono demolizioni parziali di parti non sanabili, richiedono adeguate tecnologie di demolizione, che siano rispettose della parte residua dell'edificio.
Il metodo tradizionale di demolizione è quello della percussione, che solitamente impiega martelli demolitori ad aria compressa o elettropneumatici. Presentano, tra l'altro, i seguenti svantaggi:
imprecisione dei tagli;
trasmissione di vibrazioni all'intera struttura inducendovi microlesioni che la danneggiano, aprendovi crepe e fessure;
l' intervento é estremamente invasivo, polveroso e rumoroso.
I vantaggi assicurati dalla demolizione controllata sono di assoluto rilievo: rispetto alla demolizione tradizionale, questa tecnica è più veloce, pulita e silenziosa, consentendo, in ogni caso, sia demolizioni parziali che totali. Inoltre, le demolizioni controllate possono essere portate a termine in un tempo molto ridotto, e consentono di rimuovere i materiali di risulta in maniera più veloce ed economica, grazie al taglio di strutture in blocchi e alla frantumazione, che producono detriti facilmente trasportabili anche in zone poco accessibili.
La tecnologia si basa sull'uso di potenti seghe diamantate e pinze idrauliche, che consentono, ad oggi, prestazioni di assoluto rilievo.
Per il professionista risulta, in questi casi, di importanza enorme, il piano delle demolizioni, che con i suoi elaborati, deve garantire la staticità dell'opera e delle sue parti, nonchè la sicurezza degli operatori, durante le operazioni.

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